Regionale - Caltanissetta 5 stelle

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Programma
AMBIENTE   -   CITTADINI   -   CULTURA   -   LEGALITA’   -   SVILUPPO
AMBIENTE

URBANISTICA
1 – Piano anti-inquinamento luminoso regionale con divieti immediati di diffusione luminosa finalizzato al risparmio energetico e alla tutela paesaggistica notturna del territorio; utilizzo di sistemi di illuminazione ad alta efficienza energetica e ad alta resa cromatica (divieto di illuminazione assoluto con lampade sap su tutto il territorio regionale, dismissione graduale delle lampada istallate e loro sostituzione con lampade ad alta resa cromatica).
2 – Pianificazione acustica: al fine di garantire un elevamento della qualità ambientale e al fine di tutelare la vita dei cittadini nell’ambiente extraurbano, pianificazione acustica regionale con divieto di diffusione indiscriminata di musica all’aperto che violano le normative, imposizione di limiti massimi rivisti al ribasso ed in funzione della effettiva percezione per il livelli di db emessi (regola per esempio vigente in tantissime isole greche in cui locali e discoteche non diffondono all’aperto).
3 – Recupero di edifici e strutture fatiscenti nei centri storici, sia pubblici che privati (tramite accordi con i proprietari) e adibimento degli stessi a centri di aggregazione sociale, affidandone la gestione ad associazioni, enti o gruppi di cittadini che siano in grado di fornire servizi, spazi ed eventi gratuiti al resto della cittadinanza.
Incentivazione del recupero di edifici che necessitano di consolidamenti antisismici, consolidamenti ordinari o rifacimenti architettonici restaurativi di vecchi o antichi palazzi e costruzioni.
Obbligo dell’isolamento sismico del patrimonio edilizio esistente (anche con incentivi) ed isolamento immediato per gli edifici strategici (ospedali, caserme etc).
4 – Creazione di un Piano Energetico Regionale che preveda una distribuzione energetica ottimale per la Regione e che stabilisca un tetto massimo di produzione per tipologie energetiche (es. x% Petrolio, x% fotovoltaico, etc) ed una localizzazione provinciale degli stessi tenendo conto degli impianti esistenti e del fabbisogno energetico degli stessi. Questo servirà ad evitare la costruzione di impianti superflui che stanno devastando il nostro territorio e che superano abbondantemente i fabbisogni locali.
Incentivare la costruzione di piccoli impianti privati rispetto alla costruzione di grandi impianti.
Per i grandi impianti dovranno essere stabilite delle Royalty da pagare alle comunità locali.
Le comunità locali dovranno essere informate sugli impianti che si costruiscono nei loro territori.
Sanzioni pecuniarie e obbligo di bonifica del territorio per le imprese che inquinano per non aver rispettato i limiti previsti dalla legge e per aver violato le norme di sicurezza previste, cagionando danno all’ambiente ed alla salute dei cittadini.
5 – Eliminazione delle barriere architettoniche.
6 – Piste ciclabili in corsia protetta e parcheggi bici presso ogni luogo/ufficio pubblico.
7 – Progetto “Strisce verdi”: Definire aree di parcheggio a sosta ESCLUSIVA adibita alle auto a minore impatto ambientale.
8 – Interventi sulla viabilità interna dei paesi e attuazione dei progetti di circonvallazione e sensi unici.
Potenziamento arterie di collegamento con i paesi periferici. Realizzazione di nuovi assi stradali con i “villaggi” o casali cittadini, dotati di piste ciclabili e illuminazione intelligente, con funzione di:
a) collegamento per l’istituzione di idonee e alternative vie di fuga;
b) by-pass per fluidificare la mobilità periferica.
9 – Realizzazione del Progetto Archimede, che prevede lo sfruttamento delle correnti dello stretto di Messina mediante la realizzazione di mega turbine in mare.

TERRITORIO
1 – Apposizione di nuovi vincoli paesaggistici e monumentali. Strumenti democratici diretti per la proposta di nuovi vincoli .
2 – Definizione di personale appositamente predisposto per il controllo sul territorio.
A) Immediata verifica dell’operato dell’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale): dovranno essere rivisti, in termini di competenze ed efficienza, le attuali figure professionali che operano al loro interno e nei casi limite si dovrà procedere con la riduzione del personale non idoneo ed il potenziamento della restante parte.
B) Predisporre corsi di formazione ed informazione del personale, per il potenziamento delle figure professionali specializzate in tecniche della gestione ambientale che affiancano gli ingegneri ambientali in forza all’agenzia.
3 – Riforestazione del territorio regionale.
4 – Strategie per la tutela e la “riformazione” degli arenili lungo le coste siciliane
Regolamenti sovra comunali per la gestione degli arenili secondo protocolli unici. Esempio: divieto di rimozione della poseidonia dagli arenili in quanto fondamentale mezzo di strutturazione dei sistemi dunali.
Apposizione del vincolo di inedificabilità assoluta sui sistemi dunali presenti su tutto il territorio regionale, individuazione dei sistemi dunali “intaccati ” e predisposizione di piani di recupero degli stessi, previa valutazione di impatto ambientale.
Estensione della fascia di inedificabilità assoluta a 3 km dalla linea di costa.
5 – Stop al consumo del territorio.
Implementazione con innovativi sistemi costruttivi effimeri e reversibili, ecocompatibili, biodegradabili invece dei consolidati sistemi pesanti in muratura portante.
Stop al consumo di territorio, stop ad interventi edilizi di matrice speculativa tramite la revisione della LR 04/2003 che attualmente permette eccessi edilizi a norma di legge; blocco delle concessioni edilizie per i comuni in cui non è stato approvato il piano regolatore; piani intercomunali obbligatori per tutti i comuni che non si sono dotati di strumenti urbanistici adeguati (PRG, piani intercomunali, piani comprensoriali ecc. ecc.)
6 – Tutela dei beni artistici ed archeologici e loro valorizzazione, analisi di costi benefici nella realizzazione di strutture culturali tese alla promozione e fruizione del patrimonio culturale conosciuto e quello ancora da individuare (nuovi scavi archeologici per es:); recupero del patrimonio artistico ed archeologico trafugato dal territorio regionale ed esposto in musei pubblici internazionali; incentivazione di un sistema museale diffuso in rete con standard espositivi di qualità.
7 – Creazione di un grande parco marino nel canale dello Stretto.
Questo permetterebbe:
1) L’utilizzo razionale delle risorse ittiche che avrebbero degli spazi tutelati dove riprodursi liberamente
2) Un’alternativa alla pesca, poiché si creerebbe un indotto legato all’ecoturismo (vedi esempio Isole Medas in Spagna).
3) Incentivazione della ricerca scientifica nello studio di uno dei più interessanti (biologicamente e geologicamente) tratti marini del mediterraneo.
8 – Interventi per impedire la realizzazione del Mobile User Objective System (MUOS).
9 – Obbligo dell’isolamento sismico del patrimonio edilizio esistente (anche con incentivi) ed isolamento immediato per gli edifici strategici, come ospedali e caserme.
10 – Ripristino dell’edilizia popolare, anche con l’ausilio dei finanziamenti europei.
11 – Forestali:
A) Stipulare accordi con i Comuni della Regione Siciliana e gli Enti di natura pubblica favorendo il passaggio di risorse umane dove necessarie dalla Regione ai Comuni e/o Enti che ne facciano domanda in base alle competenze richieste, bloccando assunzioni ex novo, e consentendo uno snellimento del comparto forestale nel tempo. Ad esempio, si potranno obbligare i comuni che usufruiscono dei fondi regionali per la gestione di parchi e giardini pubblici, ad usufruire del personale del comparto forestale che per la L.R. 14/2006 è abilitato a svolgere questa mansione.
B) Istituire dei bandi Regionali per terreni e strutture demaniali che abbiano un interesse commerciale (es. Parco Natura) in cui il terreno verrà dato in concessione (non venduto) per un tempo determinato in base ad un progetto che deve essere sottoposto ed approvato nelle sedi competenti. Allo scopo di favorire un possibile sbocco lavorativo alle risorse umane del comparto forestale(in particolar modo le fasce più giovani e i 78isti) , verrà dato un punteggio più alto ai progetti presentati da singoli forestali o da società che assumano come impegno con la regione, l’assunzione di personale del comparto forestale.
C) Istituire progetti di ricerca finanziabili tramite i FESR 2014-2020. Un Esempio è dato dalle aree in cui sono presenti piante officinali (es. Monte Quacella nelle Madonie) che possano contribuire ad uno sviluppo economico-ambientale del territorio e della ricerca scientifica.
D) Adoperare i fondi FESR 2014-2020 in progetti di prevenzione e pianificazione ambientale, in cui possano anche essere coinvolti la cittadinanza e le scuole, al fine di garantire una corretta educazione del rispetto ambientale e della prevenzione antincendio.
E) Costituire un “Ente Foreste Regione Siciliana” in House Providing della Regione dotato di strumenti di trasparenza ed efficienza, che promuova un utilizzo produttivo del demanio boschivo, che sia reso auto-finanziabile dall’uso delle risorse boschive a sua disposizione e dai servizi che potrà espletare con privati e/o altri enti; Inoltre potrà gestire (come ente) aree attrezzate volte a fini turistici con servizi a pagamento. I suddetto ente non potrà usufruire di fondi pubblici e il bilancio pubblico dovrà essere revisionato ed approvato da ditte terze.
F) Riportare la competenza specifica tra i dirigenti del Dipartimento Azienda Foreste, programmando dei target preposti di efficacia, efficienza e produttività dei distretti di competenza. La dirigenza dovrà essere scelta tramite bando pubblico per titoli ed esami e non più tramite nomina politica. Bisognerà inoltre garantire un taglio dei CDA amministrativi al fine di risparmiare fondi che possano essere usati per l’efficienza del comparto forestale.
G) Recepimento della “Legge-quadro in materia di incendi boschivi” n. 353/2000, emanata dal Parlamento nazionale, ponendo particolare attenzione sulla mappatura delle zone incendiate e di quelle a rischio e sulla impossibilità di avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni.
H) Estendere le competenze del comparto antincendio dei forestali, anche in aree che si trovano a ridosso
 delle zone boschive che spesso risultano private e di competenza dei VVF e della Protezione Civile, al fine di coadiuvare e garantire una corretta prevenzione degli incendi e una tempestività d’intervento.
I) Potenziare la pianificazione della prevenzione antincendio delle aree boschive: implementando un telecontrollo delle zone a rischio; migliorando i software di comunicazione e controllo dagli organi periferici (Torrette) agli organi centrali (Centri Operativi Regionali e Provinciali) ; implementando anche strutture e attrezzature in uso dalle squadre antincendio.
L) Invertire i criteri che regolano la presenza degli operatori stagionali, ispirandosi ai principi dell’Ente Parco dell’Aspromonte, in cui gli operatori debbano in particolare spendersi per la prevenzione degli incendi come previsto anche dal recepimento della legge quadro. In questo modo il forestale stesso diventerà garante del bosco, adottando nuove tecniche per prevenire la perdita di patrimonio boschivo. Inoltre, a fine stagione sarà possibile premiare con incentivi quei distretti che abbiano ridotto in base alle casistiche agli anni precedenti, la percentuale di incendi grazie alla loro opera di prevenzione.
M) Introduzione di software come ad esempio la Tecnologia Gis per migliorare la pianificazione del comparto e del territorio tramite Sistemi Informativi Territoriali (SIT) utilizzabili per un maggior controllo e sviluppo del territorio boschivo e delle aree che necessitano intervento in base alle risorse umane a disposizione della Regione.
12 – Monitoraggio ambientale del GAS RADON e prevenzione tumore ai polmoni: ovvero effettuare una prima analisi ispettiva generale. Mediante uno studio geologico-strutturale-geochimico preliminare delle zone di indagine, per individuare le aree a maggiore concentrazione di Radon nei terreni e quindi esposte ad un maggior rischio. In un secondo momento si prevede di intensificare il monitoraggio in queste ultime aree, richiedendo, laddove sia necessario, interventi di bonifica da parte di operatori specializzati (ingegneri, architetti e geologi).

GESTIONE RIFIUTI
1 – Attuazione di politiche locali che puntino al raggiungimento della strategia “Rifiuti Zero”:
Separazione dei rifiuti alla fonte
Raccolta “porta a porta”
Tariffazione puntuale
Compostaggio
Riciclo
Riduzione a monte dei rifiuti
Riuso e riparazione
Impianti per il recupero di altri materiali dalla frazione residuale
Centri di ricerca per l’analisi della frazione residuale
Riprogettazione di prodotti costituiti da materiali non riciclabili
Apposizione di aggravi fiscali su imballaggi non riciclabili
Responsabilizzazione della società (mediante concessione di benefit/malus legati al comportamento)
2 – Smantellamento degli ATO o SRR e costituzione di consorzi tra comuni (partecipazione dei sindaci a titolo gratuito).
3 – Ricognizione dell’impiantistica esistente in Sicilia e completamento della stessa sul modello del Centro Riciclo Vedelago e/o simili.
4 – No alla distruzione termica, in qualsiasi forma, dei rifiuti.
5 – Rapido intervento che ponga rimedio al permanere in discarica della frazione umida dei rifiuti solidi urbani. Il processo di decomposizione degli stessi, con conseguente formazione di percolato, costituisce un danno immediato a causa del rilascio di pericolose tossine nell’atmosfera e negli strati superficiali della geosfera fino ad arrivare, nei casi più gravi, all’inquinamento della falda acquifera.
6 – Ripristino ed integrazione dei cestini gettacarte, realizzazione degli impianti di Compostaggio, di riciclo degli Inerti e di raccolta dei RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche).
7 – Incentivi per l’autodenuncia e/o dismissione di rifiuti pericolosi (amianto ecc.)
8 – Bonifica delle discariche abusive.
9 – Applicazione dell’art. 6, punti 3 e 5, del D. Lgs. n.95/92; e dell’art. 2 punto 4 del Decreto del Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato n. 392 del 16/05/96 “Regolamento recante norme tecniche relative alla eliminazione degli olii usati” ed estensione delle norma anche alle batterie per veicoli.
10 – Scelta del TMM (trattamento meccanico manuale) dei rifiuti, rispetto al TMB (trattamento meccanico biologico): nel primo caso si opera un trattamento a freddo dei rifiuti già differenziati a monte dai cittadini, tramite la divisione secco-umido.
11 – Passaggio dalla TARSU (Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani) alla TIA (Tariffa Rifiuti): quest’ultima prevede una quota fissa a carico del contribuente, affiancata da un’altra quota, che varia in base del volume di rifiuti prodotto.
12 – Green Public Procurement: in accordo con la direttiva 2008/98/CE, promozione da parte delle PA, di iniziative che diano priorità alla prevenzione e alla riduzione dei rifiuti a monte e subordinatamente alla corretta gestione degli stessi.
ACQUA
1 – Gestione pubblica del servizio idrico: Non più SPA pubbliche nè SPA private, ma enti di diritto pubblico. Ripubblicizzazione dell’acqua: il disegno di legge si è arenato all’ARS malgrado il netto risultato ottenuto durante i Referendum dello scorso 2011. I privati che hanno rilevato la gestione del servizio idrico e che hanno commesso inadempienze (sia in fase di aggiudicazione della gara d’appalto, sia nel periodo operativo) devono riconsegnare la gestione delle reti idriche nel più breve tempo possibile, non attendendo la conclusione del contratto, senza alcuna penalità aggiuntiva per i comuni.
2 – Controllo della qualità delle acque: riferimento ai processi industriali di trattamento delle acque nei depuratori sia urbani che inerenti a zone o distretti industriali; individuazione di strumenti di controllo dal basso per il controllo delle acque, ad opera di privati cittadini riuniti in comitati spontanei o associazioni portatrici di interesse o enti di qualsiasi tipo o livello, interessati al controllo della qualità ambientale ( es. asso albergatori).
3 – Assetto idrogeologico: strategie regionali per una sana gestione dei suoli:
traspirabilità, salvaguardia e sana gestione del sistema dei bacini idrografici, con semplici regole di base, che assicurino standard minimi di deflusso delle acque senza appesantire, con controproducenti infrastrutture, il territorio.
4 – Impianti di acque reflue : Prevedere e controllare che tutti i comuni ne siano dotati, iniziando da quelli i cui scarichi terminano a mare o nelle falde acquifere.
5 – Adeguamento e/o rinnovamento della rete di distribuzione idrica mal funzionante. L’aumento dell’efficienza è necessario per diminuire le perdite e gli sprechi di acqua nelle tubature.


CITTADINI

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
1 – Abolizione delle Province Regionali
Si intende nello specifico l’abolizione della giunta provinciale e del consiglio provinciale, istituendo dei libero consorzi tra comuni.
2 – Riduzione delle indennità per i parlamentari regionali.
 Indennità parlamentare da 5.101,68 euro a 2.500 euro netti al mese.
 Abolire diaria 3.500 euro al mese
 Abolire rimborso delle spese per l’esercizio del mandato parlamentare 4.180 euro al mese.
 Spese di trasporto (ferroviario, aereo e marittimo) 10.095,84 euro all’anno, da cambiare con rimborso puntuale su presentazione di stato di servizio e ricevute di viaggio.
 Spese di viaggio (macchina) residenti a Palermo 6.646 anno, da cambiare con rimborso come da minimo Tabella ACI per macchina di media cilindrata.
 Spese di viaggio (macchina) residenti entro 100 Km da Palermo 13.293 anno, da cambiare con rimborso come da minimo Tabella ACI per macchina di media cilindrata.
 Spese di viaggio (macchina) residenti oltre 100 Km da Palermo 15.979 anno, da cambiare con rimborso come da minimo Tabella ACI per di media cilindrata.
 Abolizione spese telefoniche 4.150 euro annui. Eventuale sostituzione con contratti tipo “aziendali”
 Abolizione assegno di solidarietà al termine del mandato parlamentare pari all’80% dell’importo lordo di una mensilità dell’indennità moltiplicato per il numero degli anni di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).
 Abolizione dell’assegno vitalizio dei deputati.
 Abolire indennità di funzione.
3 – Pubblicazione online delle proposte di legge in modo tale da raccogliere i pareri dei cittadini ed informarli.
4 – Legare gli stipendi dei dipendenti regionali agli obiettivi
Determinare gli stipendi dei dipendenti regionali legandoli agli obiettivi prefissati e raggiunti.
5 – L’attività parlamentare di ogni deputato deve essere resa nota tramite pubblicazione su web, distinguendo l’attività propositiva proposte di legge come primo firmatario o come firmatario successivo e l’attività ispettiva, con breve descrizione delle richieste e delle risposte ottenute.
6 – Introduzione del principio di responsabilità civile degli amministratori e dei funzionari pubblici in caso di contenziosi legali dovuti a cattiva gestione della cosa pubblica. Se il comune, la provincia o la regione, perde un contenzioso legale scaturito da un’inefficienza nella gestione amministrativa, devono pagare i diretti responsabili, e non tutti i cittadini.
APPLICAZIONE DELLO STATUTO
1 – Attuazione completa degli artt. 14 e 17, in combinato disposto con l’art. 117 della Costituzione: utilizzo pieno e attivo della potestà legislativa esclusiva e concorrente. Vantaggi: possibilità di emanare leggi specifiche per la Sicilia e più rispondenti alle sue particolari esigenze.
2 – Applicazione della potestà legislativa consentita dall’art. 18: emanazione di leggi-voto, da passare poi per la discussione e l’approvazione al Parlamento nazionale, su campi riservati alla legislazione statale, ma d’interesse regionale, quali ad esempio la revisione di leggi di ratifica dei trattati internazionali che impongono servitù militari alla Sicilia, come nel caso del MUOS di Niscemi o l’abrogazione delle leggi statali istitutive della Società Stretto di Messina.
3 – Attuazione integrale dell’art.20, dell’art.31 e dell’art.37, secondo comma, sul passaggio delle funzioni amministrative ed esecutive dallo Stato alla Regione o, per delega di quest’ultima, ai Comuni.
4 – Attuazione completa degli artt. 32. 33 e 34: devoluzione completa alla Regione – con l’eccezione di quelli che interessano la difesa dello Stato o servizi di carattere nazionale – dei beni ancora di proprietà statale presenti nel territorio della Regione, ivi compresi i diritti economici sulle acque territoriali prospicienti la Sicilia. Vantaggi: proprietà e disponibilità piena di tutto il patrimonio pubblico nella Regione. Come: emanazione di decreti attuativi dello Statuto da sottoporre alla Commissione paritetica, in cui la determinazione dei beni statali è esplicita e quella regionale residuale, e in cui tutte le infrastrutture, idrauliche, elettriche, stradali, di telecomunicazioni, etc. siano regionalizzate.
5 – Attuazione degli artt. 36, 37 e 38 in materia di entrate regionali secondo le originarie ispirazioni in combinato disposto con l’art. 119 della Costituzione: completa autonomia fiscale e tributaria con istituzione di un regime fiscale proprio, riserva alla legislazione statale di soli tre tributi il cui gettito comunque andrebbe alla Regione per lo svolgimento delle funzioni proprie, principio di territorialità delle imposte, rinuncia a qualunque trasferimento dello Stato tranne un Fondo di Solidarietà Nazionale per recuperare il gap infrastrutturale.
6 – Attuazione dell’art. 21: il Presidente della Regione, col rango di Ministro partecipa al Consiglio dei Ministri, con voto deliberativo nelle materie che interessano la Regione. Vantaggi: controllo diretto e partecipazione al voto su tutte le decisioni del Governo centrale che riguardano la Sicilia. Come: attraverso l’attuazione del secondo comma dell’art. 20, dell’art. 31 e del secondo comma dell’art. 37 di cui sopra e l’inevitabile decreto attuativo che regolerebbe la partecipazione del Presidente/Ministro al Consiglio dei Ministri.
7 – Conforme attuazione dell’art. 15 dello Statuto e abrogazione della legge regionale n. 9/86 (cioè: abolizione delle province regionali e possibilità di istituire liberi consorzi tra comuni).
8 – Conforme attuazione dell’art. 13 bis dello Statuto, mediante una nuova legge regionale per regolare l’istituto dei referendum regionali (consultivo, abrogativo e propositivo) in sostituzione della legge regionale n. 1/2004 che ignora il referendum propositivo.
SANITA’
1 – Incremento delle attività di prevenzione e di educazione alla salute, in particolare riguardo alimentazione e movimento (es. lotta all’obesità infantile), maggiori controlli sugli alimenti (ispettori sanitari) e collaborazione con i pediatri di base per il monitoraggio di infanzia e adolescenza, tramite fondi vincolati sulla prevenzione.
2 – Investimenti verso consultori familiari
3 – Finanziare la ricerca indipendente, in particolare sulle malattie rare, anche attraverso presentazione di progetti alla comunità europea o attingendo dai fondi destinati alla tabella H.
4 – Obbligo di ogni azienda sanitaria al collocamento dei pannelli solari per il risparmio energetico.
5 – Implementare le funzionalità della tessera sanitaria elettronica in cui vengono immagazzinate tutte le informazioni cliniche dei malati, (vaccini, esami, patologie, cure, ecc.) così da evitare lunghe anamnesi e incomprensioni.
6 – Istituzione della figura “addetto al risparmio energetico” ed istituzione dell’obbligo per gli ospedali di provvedere immediatamente alla raccolta differenziata nei singoli reparti ed uffici.
7 – Attuazione della legge 15/2000 riguardante l’istituzione dell’anagrafe canina e le norma per la tutela degli animali da affezione e prevenzione del randagismo.
8 – Incarichi di Direzione e Manageriali designati tramite concorsi per titoli con alti standard prestazionali(alti volumi di prestazioni con alte percentuali di successo in ampi campi di intervento) da apposite commissioni nazionali, di nomina presidenziale. I membri della commissione devono avere esperienza almeno decennale in ambiti affini.
9 – Assicurazione per i dipendenti ospedalieri obbligatoria con contratto regionale o nazionale.
10 – Formazione specifica per il personale del 118 (separato da quello di anestesia rianimazione e terapia intensiva) e del PS medico e chirurgico tramite le relative scuole di specializzazione dedicate; Formazione continua sul campo, istituzione di equipe multidisciplinari con riunioni periodiche e rivisitazione dei casi interessanti.
11 – Incentivi e penalizzazioni del personale e dei dirigenti in base alle statistiche delle équipe e dei singoli elementi per favorire la cooperazione fra gli stessi, formazione obbligatoria non pagata per chi eccede la media di errori.
12 – Cartelle cliniche digitali ed esami diagnostici accessibili on line (cloud) con identificativo univoco per paziente in ogni struttura tramite il proprio codice fiscale.
13 – Prenotazione delle prestazioni con identificativo numerico crescente, aggiornamento in tempo reale dell’avanzamento consultabile in internet per verificare la reale progressione del servizio.
14 – Dirottamento dei fondi dalle strutture private convenzionate alle strutture pubbliche, istituzione di strutture diagnostiche pubbliche per esterni, in alternativa le strutture private dovranno garantire servizi di urgenza/emergenza nelle 24 ore per decongestionare gli ospedali.
15 – Eliminazione delle consulenze.
16 – Obbligo in caso di contenzioso professionale di consulenza collegiale. Il collegio deve prevedere uno specialista della materia in oggetto ed un medico legale e preferenza delle conciliazioni. In caso di denunce dolose, infondate o di franche truffe, costituzione in giudizio penale e civile dell’ospedale, a tutela del medico
17 – Maggiore presenza della polizia in ambito ospedaliero specie nelle zone calde. Supporto legale ospedaliero in caso di aggressioni
18 – Pubblicazione del bilancio ospedaliero consultabile online.
19 – Assunzioni rese pubbliche anche se effettuate da parte di organizzazioni a prevalente gestione ospedaliera.
20 – Mobilità in ambito regionale di tutte le figure professionali (Medici, Infermieri, Tecnici, ecc.) per incarichi o sostituzioni superiori a 6 mesi, istituendo una banca dati in tempo reale delle disponibilità per gli spostamenti intraregionali stabilendo un tempo di circa 1 mese di attesa per permettere le richieste di spostamento. In questo modo si favorisce l’avvicinamento alla famiglia di migliaia di pendolari che passano ore ed ore del proprio tempo a viaggiare (inquinando ed aumentando i consumi di petrolio ed incidendo in maniera significativa sul proprio reddito) o che pagano affitti esosi.
21 – Riorganizzazione della funzione del medico di base, con stipendio indipendente dal numero di mutuati e orario lavorativo di 38 ore settimanali da prestare in strutture condivise, fornite di elementi di diagnostica ed intervento di prima linea.
22 – Collegamento fra medico e strutture sanitarie diretto per via informatica bidirezionale.
23 – Utilizzo della Prescrizione elettronica con dematerializzazione della ricetta cartacea secondo il decreto 02/11/2011 del ministero delle finanze.
24 – Assistenza domiciliare come servizio coordinato da una centrale operativa fra Medici di base, che conoscono bene il paziente, Continuità Assistenziale ( ex guardia medica ) e 118 per i casi di urgenza-emergenza
25 – Realizzazione del “libretto del paziente” per età e sesso, che registri le patologie, le cure ed eventuali allergie: la tessera sanitaria diverrebbe così una sorta di carta di circolazione.
26 – Disinfestazione e derattizzazione obbligatoria (in alcuni comuni non avviene). Porre particolare attenzione in quei luoghi ove sono presenti discariche abusive e/o di cassonetti non puliti e randagismo selvaggio in quanto si creano degli ambienti favorevoli allo sviluppo di agenti patogeni, parassiti e animali, dannosi per la salute del cittadino.
SOCIETA’
1 – Iniziativa di legge popolare a voto popolare
La legge di iniziativa popolare con 10.000 firme deve essere discussa in tempi certi, entro 90 giorni dalla presentazione delle firme al parlamento, se non avviene passa al voto popolare tramite referendum.
2 – Introduzione del Referendum Propositivo
Introduzione di uno strumento per proporre leggi con una raccolta firme (20.000). Differisce dal primo in quanto non passa dal parlamento ma va direttamente al voto popolare, questo giustifica il doppio delle firme richieste.
3 – Interrogazione della popolazione sulle spese della Regione
Quando la Regione si appresta a varare la realizzazione di opere costose oltre la soglia dei 100 milioni di euro (cifra ipotetica quindi variabile), deve chiedere ai cittadini se sono d’accordo.
4 – Introduzione della Revoca del mandato elettorale
Nel momento in cui un deputato regionale offenda il ruolo istituzionale da lui ricoperto in termini etici, morali o per qualunque altro motivo, può essere destituito tramite referendum di revoca.
Il comitato promotore dell’azione raccoglierà nella provincia dove è scattato il seggio al deputato regionale oggetto della revoca il 20% delle firme degli aventi diritto al voto di quella stessa provincia, per procedere al voto sulla effettiva revoca o conferma del mandato elettorale.
5 – Introduzione del Bilancio Partecipato
Introduzione di uno strumento che permetta di sorteggiare 5000 cittadini/anno i quali potranno contribuire, col sistema del “town meeting”, a stilare il bilancio di previsione della Regione, cioè quello in cui si individuano i vari capitoli di spesa.
6 – Società e diritti per la comunità LGBT e competenze regione siciliana in ambito legiferativo
6.a – Introduzione di un disegno di legge regionale contro l’omofobia, prendendo anche spunto dalla l.r. 52/2009 della Regione Liguria sulle “Norme contro la discriminazione determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere” e che si ispira ai principi dell’art. 3 della Costituzione Italiana.
6.b – Implementazione ed estensione di norme in materia di welfare e politiche sociali che non discriminino il cittadino per orientamento sessuale o identità di genere.
6.c – Disegno di Legge per l’istituzione di un Registro Regionale delle Unione Civili che rispecchi i principi sanciti nell’ art. 3 e all’art. 29 della Costituzione Italiana.
7- Società e diritti per la comunità LGBT in materia di attività propositive della Regione Siciliana contro le discriminazioni per orientamento sessuale e la sensibilizzazione delle tematiche LGBT all’interno del territorio regionale
7.a – Attività concrete atte a promuovere un cambiamento culturale attraverso azioni di sensibilizzazione e formazione rivolte a dipendenti pubblici, personale scolastico, cittadinanza, alunne/in particolare modo il primo ciclo.
7.b – Attività finalizzate al monitoraggio di situazioni di discriminazione e violenza e alla creazione di servizi per la consulenza e il sostegno alle persone LGBT discriminate.
7.c – Attività finalizzate alla modifica di regolamenti o all’approvazione di nuovi dispositivi amministrativi per garantire pari opportunità alle coppie di fatto, anche dello stesso sesso.
7.d – Attività culturali e di legittimazione istituzionale, attraverso ad esempio i patrocini ad eventi promossi dalle associazioni LGBT.
7.e – Attività atte a un tavolo di confronto tra Pubblica Amministrazione e associazioni LGBT presenti sul territorio.
8 – Società multietnica: Promuovere una politica d’integrazione tra le culture presenti nel territorio siciliano nel rispetto delle differenze, prendendo anche come riferimento società di tipo multietnico come quella londinese.
9 – Lotta alla frammentazione sociale: Incentivare forme di aggregazione sociale che risolvano il problema della frammentazione socio-culturale, mirando alla risoluzione di problematiche in cui i singoli cittadini non devono essere lasciati soli.
10 – La disabilità: La Regione Siciliana è fornita di una legislazione completa di competenza, ma non correttamente attuata, pertanto si propone di:
10.a – Recepire e individuare gli indirizzi attuativi di quanto è già stato emanato in questo ambito. 10.b – Riprogrammare le risorse economiche destinate ai disabili, affinché vi sia un’esatta ripartizione finanziaria nell’intero territorio siciliano.
10.b – Istituire un tavolo di lavoro che possa migliorare e implementare quanto stabilito sia dal P.S.R. che dal Piano triennale, in favore delle persone disabili della Regione Siciliana in tema di “disabilità e riabilitazione”.A questi lavori dovranno prendere parte i rappresentanti dei cittadini disabili e i rappresentanti del mondo delle professionalità sanitarie e mediche coinvolte nel processo riabilitativo e di stretta competenza.
11 – Gli anziani:
11.a – Trasformare le “case di riposo” in veri e propri “condomini” per gli anziani, con personale addetto ala reception, alla pulizia e alla manutenzione ordinaria. Promuovere nelle “case di riposo” la dotazione di aree comuni destinate al gioco, alle proiezioni, alle letture e alle conferenze con psicologi, geriatri e nutrizionisti
11.b – Promuovere un’idea di “slow life”, che significa far prevalere ritmi di vita non incalzanti, con un’agenda di impegni e di relazioni orientata ai rapporti umani e all’autenticità.
11.c – Implementare i servizi socio-sanitari e territoriali nei luoghi di residenza.
11.d – Promuovere nella popolazione anziana opportunità per le relazioni sociali e maggiore coinvolgimento nella vita della comunità favorendo, per esempio, la loro partecipazione in attività di volontariato ed iniziative culturali.
11.e – La Regione deve garantire particolare attenzione nei casi in cui il cittadino anziano presenti fragilità di tipo economico.
11.f – Istituire nei consultori presenti nel territorio siciliano, servizi appositi, che diano alle famiglie il giusto supporto psicologico per affrontare le innumerevoli difficoltà che gravitano intorno alla gestione di un anziano in casa.
12 – I nidi familiari:
12.a – Restituire ai cittadini gli asili nido presenti nei territori.
12.b – In assenza di fondi necessari alla ristrutturazione delle strutture pubbliche non accessibili per mancanza di risorse economiche, istituire Asili Nido Familiari: consentono alle famiglie di “affidare i propri figli in modo stabile e continuativo, a operatori educativi (Tagesmutter) appositamente formati professionalmente, in collegamento con organismi della cooperazione sociale o di utilità non lucrativi, forniscono educazione e cura a uno o più bambini di altri presso il proprio domicilio o altro ambiente adeguato ad offrire cure familiari.” (Tratto da L.P. 4/2002, art. 4 della Provincia di Trento).
Le caratteristiche del servizio sono:
– l’affidamento del bambino ad un preciso operatore;
– il supporto (organizzativo, pedagogico e psicologico) fornito all’operatore dalla cooperativa cui appartiene;
– il contesto domestico e familiare;
– è un servizio rivolto a bambine e bambini di età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni e, nei periodi e tempi extrascolastici, anche a bambine/i di età compresa tra i 3 e i 12 anni.
CULTURA

BENICULTURALI
1 – Valorizzazione dei luoghi e delle zone archeologiche, di cui il nostro territorio è ricco, attualmente chiusi o inaccessibili al pubblico, stipulando un concordato tra regione/comuni (quest’ultimi cedendo in gestione gratuita un’area o una zona di interesse storico, archeologico, culturale, ambientale, etc…) ed associazioni/singoli cittadini accreditati (che riceverebbero in gestione gratuita l’area o la zona).
Il gestore dell’area otterrebbe una percentuale per ogni biglietto di ingresso venduto o potrebbe autofinanziarsi tramite l’organizzazione di sagre ed eventi. La rimanente percentuale verrebbe trattenuta dalla Regione e/o Comune, con l’impegno da parte degli stessi di pubblicizzare il più possibile le zone cedute, così da farle conoscere al pubblico ed ai turisti (cercando di garantire un afflusso minimo continuo) attraverso istituzione di sito internet in lingua inglese in rete, accordi con tour operator, etc… La riforma è a costo zero e può avere sbocchi positivi sul lavoro.
2 – Maggiore fruizione del patrimonio culturale. A tal fine si propone:
– pedonalizzazione totale e recupero architettonico, urbanistico e artistico dei centri storici più antichi, garantendo al cittadino la possibilità di fruire pienamente dei beni culturali, materiali e immateriali tramite riapertura di ville, palazzi, case, musei, gallerie, parchi, giardini di inestimabile valore artistico/culturale. Qualora fosse necessario per la riapertura al pubblico, la Regione dovrà garantire un intervento di messa in sicurezza e restauro del bene in questione, anche con bandi di assegnazione dell’appalto, a patto ovviamente che tutto si svolga nella massima trasparenza e legalità, quindi, per fare un esempio, attraverso la pubblicazione online di tutta la documentazione relativa;
– incrementare il numero di guide turistiche preventivamente selezionate attraverso bandi di concorsi pubblici, (opportunamente segnalati e pubblicizzati) e qualora non siano già presenti fra il personale della Regione, nei quali venga richiesta una solida competenza sia in storia dell’arte che in lingue, all’interno di musei, gallerie d’arte, giardini e chiese, che si occupino del rapporto diretto con i turisti. Ridurre, se non abolire completamente, i finanziamenti a scuole di musica private, accademie teatrali, di arti figurative e musicali private e finanziare, piuttosto, accademie e scuole pubbliche già esistenti e crearne nuove laddove il territorio sia scoperto. L’intento è quello di creare una rete viva di accademie e scuole in tutto il territorio regionale che cooperino all’interno dei molti luoghi attualmente inutilizzati e che favoriscano lo scambio artistico tra le città;
– maggiore trasparenza e chiarezza nell’assegnazione dei beni confiscati alla mafia e nella pubblicazione di bandi;
– riapertura degli spazi, chiusi da tempo, e destinarli all’arte e alla cultura, considerato che uno dei problemi principali degli artisti e dei gruppi è il reperimento di spazi dove lavorare. In questi spazi si potrebbero promuovere laboratori di arte sociale.
– organizzazione di serate nei siti archeologici con cene storiche in costume (per guide turistiche e per turisti) con degustazione – a basso costo -di prodotti tipici dell’epoca di riferimento (es: piatti greci antichi o punici);

ISTRUZIONE
1 – Deroghe allo spending review (per l’orografia, la distanza, i trasporti):
Ulteriore razionalizzazione (sia accorpamento che scorporamento) tenendo conto delle esigenze del territorio, della rete scolastica siciliana (es: ripristinare l’autonomia delle scuole nelle Eolie o in Comuni montani), in deroga alla L. 111/2011, coscienti (e consapevoli) che investire sulla cultura “non costa ma paga”.
Individuazione degli indirizzi scolastici necessari in ogni singola realtà locale, eliminando nel contempo i doppioni.
2 – Senso d’appartenenza e cultura/turismo siciliani:
Istituzionalizzare nel curriculum/corso di studi delle scuole, alcune visite guidate in siti culturali siciliani nell’arco della vita scolastica dello studente, sino ai 18/19 anni (parchi letterari, siti archeologici, musei, architetture ecc.), scelti secondo parametri storico/pedagogici coerenti con lo sviluppo psicofisico dello studente (ad es. una o due visite per ogni anno scolastico), per cementare il rapporto di appartenenza dello studente al territorio, anche in virtù della cornice culturale generale della Legge Regionale Siciliana n° 9 del 31/05/2011.
3– Scuola
Scuola dell’obbligo
Gratuità dell’istruzione obbligatoria e adozione di software liberi.
-Introduzione, nell’offerta formativa, di materie come l’educazione civica; studio ed analisi della storia contemporanea già a partire dalle scuole medie; studio degli intrecci mafia-politica dagli esordi ad oggi, passi salienti della lotta alla mafia, studio degli “eroi della lotta alla mafia”; elementi base della legislazione a partire dalle scuole elementari: dal codice civile al codice stradale; buone pratiche (ambiente, consumi, rifiuti e comportamenti virtuosi, studio delle diverse culture, partecipazione alla vita democratica, studio della Costituzione Italiana e dello Statuto Regionale e confronto con le atre costituzioni);
– educazione alimentare (dando gli strumenti per analizzare la qualità dei cibi, analizzare le etichette dei cibi confezionati, autoprodurre i cibi rispettando regole che puntino tutte alla qualità degli alimenti);
– Istituzione dell’orto scolastico e introduzione nelle mense di prodotti a km0 e stoviglie biodegradabili ed ecocompatibili (cultura fluorovivaista ed agraria)
Scuola superiore
Grazie all’introduzione della tecnologia si può estendere la gratuità della scuola dell’obbligo anche a quella superiore. La tecnologia, comunque, non è solo utile per ridurre i costi per gli alunni, ma necessaria al processo formativo e di addestramento, propedeutico all’inserimento nel mondo del lavoro.
– Rafforzamento dello studio delle lingue straniere, introdurre materie che insegnino i metodi di problem solving.
Università
Obbligo delle Università di dotarsi di archivi digitali di tesi, tesi di dottorato, laboratori, pubblicazioni e progetti vari.
I Comuni, le Provincie e la Regione, prima di bandire gare o richiedere consulenze, dovranno verificare l’esistenza di risorse umane idonee all’interno dell’università, così da abbattere costi di consulenza e professionali.
Introduzione nelle università delle Competition che permettono di fare sperimentazione reali. Le competition ovviamente possono dare crediti formativi.
Le Università si prenderanno carico di BREVETTARE le idee migliori.
Investire nella ricerca.
4 – Formazione professionale:
a) Assicurare, ad ogni percorso di intervento formativo, uno sbocco certo per ogni partecipante risultato idoneo (per sbocco certo si deve intendere ad esempio immissione lavorativa, tirocini ,abilitazione all’ immissione a corsi di livello superiore ecc). Il finanziamento di questi interventi dovrà essere realizzato prevalentemente con fondi comunitari e qualora venisse impegnato personale con contratti a tempo indeterminato, iscritto all’albo dei formatori, la Regione Siciliana dovrà predisporre gli strumenti finanziari idonei per assicurare l’esigibilità degli istituti contrattuali previsti.
b) Potenziare il servizio di consulenza orientativa, attraverso gli sportelli multifunzionali, al fine di rendere efficienti le metodiche del punto 1 e limitare al massimo fenomeni di dispersione formativa, predisporre servizi innovativi di orientamento di base che bene si integrino con eventuali e auspicabili innovativi sistemi di ammortizzazione sociale (esempio reddito di cittadinanza e/o reddito minimo ecc).
c) Ripristino dei capitoli di bilancio della L.R. 24/76 per assicurare un servizio di formazione professionale di base nella Regione Siciliana dove verrà impegnato il personale degli enti di formazione regolarmente iscritto nell’albo ex art 14 lr 24/76 con individuazione di percorsi propedeutici alla inclusione dei soggetti che con più difficoltà potrebbero accedere alle azioni del punto 1. Progressivamente nel corso degli anni lo stanziamento regionale dovrà ridursi proporzionalmente alla riduzione dei corsi di base che vedono impegnati il personale iscritto all’albo che verranno integrati con interventi finanziabili con risorse comunitarie.
d) Aggiornamento dell’albo dei formatori ex art 14 lr 24/76.
e) Dotazione congrua per ogni anno del fondo di garanzia per i lavoratori iscritti all’albo, secondo la legge regionale 16 aprile 2003 n. 4 art. 132.
f) Assicurare la continuità lavorativa dei dipendenti del settore iscritti all’albo dei formatori ex art 14 lr 24/76, con contratto a tempo determinato, fissando un numero congruo di iscritti massimo, non permettendo nuove iscrizioni fino al raggiungimento dell’obiettivo a regime da individuare rispetto ai fabbisogni formativi di base della regione siciliana.
5 – Strategie logistiche per itinerari culturali e scolastico/universitari in zone deprivate:
Potenziare e pubblicizzare gli Uff. Universitari Comunali (ed, in subordine, i bar delle Stazioni FF.SS. adibiti al rilascio biglietti/abbonamenti ferroviari) con lo scopo di ridurre le problematiche connesse alla mobilità, con mezzi pubblici a basso impatto ambientale (treni).
6 – Libertà di scelta scolastica degli studenti/famiglie:
Rendere effettivamente libera la scelta degli studenti della scuola, anche fuori dal Comune di residenza, mediante rimborso o gratuità delle spese di trasporto per gli studenti che frequentano anche scuole d’indirizzo simile a quelle esistenti nel Comune di residenza.
7 – Istruzione permanente (Life Long Learning Project)
Secondo le direttive dell’Unione Europea in materia di “Educazione permanente” (riprendendo il modello francese del Centre Culturel), istituire in ogni Comune una scuola di istruzione permanente per la formazione professionale.
8 – Aumentare le ore dedicate alle Scienze Motorie, uniformandole alle richieste europee.
LEGALITÀ

NO MAFIA
1 – Introduzione della “storia delle mafie e antimafia in Italia” come materia scolastica nella scuola dell’obbligo (secondo competenze regionali) Organizzazione di convegni e tavole rotonde, all’interno delle scuole, con familiari delle vittime di mafia e addetti ai lavori. Possibilità , da parte degli studenti aderenti alle predette iniziative, di conseguire crediti utili al superamento dell’anno scolastico.
2- Obbligo di trasparenza per tutti gli atti pubblici che comportino spesa di danaro alla collettività.
Valutazione ex-post della qualità dell’esecuzione dei lavori a regola d’arte ed in onore di quanto pattuito e dei materiali previsti nei capitolati. La commissione valutatrice estratta a sorte fra esperti professionisti dell’intera Unione e resa nota il giorno stesso della data del sopralluogo. Se la commissione estratta a sorte darà il benestare si liquideranno gli ultimi importi, altrimenti obbligo di ripristino come da appalto e secondo i materiali previsti ed il progetto approvato. In seguito ad ulteriore valutazione si liquideranno le somme dovute.
Certificazione antimafia prefettizia (con esclusione di qualsiasi forma di autocertificazione) per tutti gli appalti pubblici e per tutte le erogazioni di contributi.
Limiti al sub appalto negli appalti pubblici, con previsione di certificazione antimafia prefettizia anche per i sub appaltatori.
Istituzione dell’Albo regionale delle imprese appaltatrici in regola con la certificazione antimafia (cd white list).
Valutazioni qualitative sulla realizzazione degli appalti, con attribuzione di punteggi utili ai fini delle aggiudicazioni di altri appalti.
3 – Rafforzamento delle forze dell’ordine per il controllo del territorio
Controlli più stringenti nei quartieri a rischio delle città siciliane e cooperazione con le associazioni di settore per il recupero dei cittadini in difficoltà di questi quartieri. Postazioni fisse delle forze dell’ordine nei quartieri degradati e destinazione al recupero presso le associazioni specializzate o lavori socialmente utili per i minorenni e gli indigenti.
4 – Adottare, quale criterio di valutazione preferenziale di tutti i dirigenti della PP.AA., l’applicazione delle direttive contro il fenomeno mafioso.
 Obbligo di richiedere la certificazione antimafia prefettizia prima di procedere al conferimento ovvero al rinnovo degli incarichi dirigenziali, per tutto il personale, anche interno, degli enti regionali centrali e locali.
5 – Consulenze esterne
Limitazione drastica dell’accesso alle consulenze esterne, per le regione e per tutti gli enti regionali e/o a partecipazione regionale, con divieto assoluto di conferimento delle stesse a candidati delle ultime elezioni, ovvero a personale che ha collaborato ad attività politiche nonché a personale in pensione.
6 – Antiracket e vittime di mafia
Revisione della legislazione in materia di antiracket e di interventi in favore delle vittime della mafia, con l’assegnazione di fondi a titolo di prestito per le vittime che si costituiscano parte civile.
7 – Chiediamo i danni a cosa nostra
Applicazione effettiva ed estensione dell’articolo dell’ultima legge finanziaria regionale che prevede la costituzione di parte civile della Regione Siciliana in tutti i processi per reati di mafia e assimilati, al fine di ottenere il risarcimento dei danni, patiti dalla collettività. Tali somme saranno impiegate per attività di difesa e promozione della cultura della legalità.
8 – Fuori la mafia dal parlamento
Approvazione di un codice etico che obblighi tutti i parlamentari alle immediate dimissioni in caso di esercizio dell’azione penale per delitti contro la PP.AA., contro l’amministrazione della giustizia e per delitti di mafia o assimilati.
9 – Attivita’ d’inchiesta
Rilancio concreto dell’attività della Commissione antimafia regionale, che dovrà svolgere reale attività di inchiesta politica sulla criminalità organizzata e sui fenomeni di collusioni politiche, economiche e istituzionali, con missioni almeno semestrali in ognuna dei nove territori provinciali e con relazioni almeno annuali sull’andamento del fenomeno mafioso in ogni provincia e nella complessiva realtà regionale, con pubblica denuncia di tutti i casi di collusione istituzionale politicamente (anche se non penalmente) accertati.
10 – Tribunali Promuovere il più avanzato ammodernamento di tutti i tribunali siciliani con relativa formazione del personale tecnico ed impiegatizio. Gratifica d’onore con menzioni per chi si impegna con profitto nella formazione tecnologica e premi “una tantum” in danaro per gli impiegati integerrimi e oggettivamente meritevoli, in termini di qualità e quantità del lavoro prodotto.
11 – Associazioni La Regione Siciliana deve impegnarsi al sostegno concreto di iniziative promosse da associazioni o gruppi di cittadini, incentivando le stesse, così come ai gruppi che operano nel volontariato, che hanno come obiettivo la promozione dell’attivismo cittadino contro il sistema mafioso.
12 – Maggiore trasparenza e chiarezza nell’assegnazione dei beni confiscati alla mafia e nella pubblicazione di bandi, snellendo anche la rispettiva burocrazia.
SVILUPPO

ENERGIA
L’attenzione verso un sistema energetico sostenibile nasce dalla consapevolezza degli effetti devastanti sulla biosfera causati da strategie ancorate prevalentemente allo sfruttamento delle fonti fossili. L’enorme crescita della produzione energetica, totalmente imperniata sullo sfruttamento di carbone e petrolio, ha comportato – insieme ad altri fattori – un aumento significativo della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera.
I paesi del mondo, ormai da diversi anni, sono orientati alla promozione di politiche energetiche che siano in grado di coniugare la diversificazione e la sicurezza degli approvvigionamenti con la tutela dell’ambiente. Sulla scorta di questo duplice obiettivo, l’Unione europea ha dato vita ad una copiosa produzione normativa che oggi rappresenta il punto di partenza delle politiche energetiche degli Stati membri. I Libri verdi del 1996, del 2000 e del 2006, i Piani d’azione 2003-2007 e 2007-2013 e le Direttive 2001/77/CE e 2009/28/CE, sono solamente alcuni dei passaggi di un lungo processo di cambiamento che impone uno sforzo non indifferente alla Comunità europea. L’ultima delle citate Direttive, in particolare, impone al nostro Paese di raggiungere entro il 2020 una produzione energetica da fonti rinnovabili pari al 17% sulla produzione complessiva, che secondo il nuovo DM burden sharing equivale al 15,9% per la Regione siciliana.
La Sicilia, secondo le stime del Piano energetico ambientale regionale, è gravata da una pesante condizione di staticità a causa di un sistema di approvvigionamento fortemente legato alle fonti fossili. Dal Piano emerge, infatti, che la produzione di energia elettrica si attesta a circa venticinquemila gigawatt/ora, di cui il 95% da fonte termica (greggio e gas), il 3% da impianti idroelettrici e il 2% da fonti rinnovabili (per lo più eolico). Le otto centrali termoelettriche disseminate nel territorio isolano forniscono un contributo tale da creare un’elevata rigidità del sistema di approvvigionamento, che nei fatti rende difficoltosa ogni manovra di decarbonizzazione, se non affrontata dal basso e con strategie che tengano conto di politiche di contenimento dei consumi.
L’indice di pressione industriale è alimentata dai nove campi per l’estrazione di greggio di cui sei onshore e tre offshore, la cui attività di raffinazione si concentra esclusivamente nel territorio di Siracusa (Augusta, Priolo e Melilli), Caltanissetta (Gela), Ragusa e Messina (Milazzo), dove sono presenti cinque stabilimenti con capacità di conversione primaria pari a 40,9 Mtep/anno contro 100,2 Mtep/anno per l’Italia.
L’implementazione energetica da FER, se non accompagnata da manovre di risparmio, dal completamento della rete di distribuzione, da sistemi di smart grid, da meccanismi di accumulo (tutti aspetti già previsti dal PEARS, ma ad oggi rimasti sulla carta) nonché dalla progressiva riduzione della potenza delle otto centrali termoelettriche alimentate a petrolio e gas, difficilmente potrà dare luogo al processo di decarbonizzazione.
1 – Riordino dell’attuale normativa regionale di recepimento della Direttiva 2002/91/CE sull’efficienza energetica in edilizia. Tale riordino proporrà una nuova normativa che preveda il ripristino degli obblighi di fornitura di attestato di certificazione energetica in caso di compravendita e locazione degli immobili; la creazione di sanzioni per le parti che non dovessero ottemperare (costruttori, progettisti, direttori lavori, proprietari, tecnici comunali); l’istituzione dell’albo dei certificatori energetici degli edifici in sostituzione dell’attuale albo di preaccreditamento, indicando da quali ordini e collegi professionali vi si potrà accedere quale esperienza dovrà essere dimostrata; l’istituzione di un gruppo di ispettori regionali con competenze adeguate che in seno all’ufficio speciale dell’Energy Manager avvii una verifica delle certificazioni depositate in regione, applicando sanzioni pari alla parcella presunta, per le certificazioni energetiche che presentassero errori tali da essere fuorvianti (Epi calcolato errato per oltre il 30% in positivo o negativo); la revisione dell’attuale meccanismo di deposito degli attestati di certificazione energetica predisponendo un portale regionale al quale accedere per depositare i calcoli svolti e i documenti a supporto del calcolo, analogamente a quanto già fatto dalla Regione Lombardia. Solo a seguito del deposito il portale genererà l’attestato di certificazione energetica che potrà essere conse-gnato al cliente, in tal modo si avrà certezza che il deposito avverrà. Introduzione per il raffrescamento estivo di una scala energetica con classificazione da A a G in analogia a quanto fatto per il riscaldamento invernale dalla normativa nazionale.
Individuazione della formazione tecnica e delle competenze degli Energy Manager per poter essere nominati in enti pubblici e privati, considerando in ogni caso quali requisiti minimi quelli previsti per l’iscrizione all’albo dei certificatori energetici, al quale in ogni caso gli Energy Manager dovranno essere iscritti, obbligo per tutti gli Energy Manager di enti pubblici, ivi incluso l’energy manager della Regione Sicilia, di redarre entro 6 mesi dalla nomina, pena decadimento, una relazione riepilogativa del totale dei consumi di energia elettrica e gas dell’ente, con una ripartizione di consumi e di costi legati a consumi per ciascun contratto di fornitura di energia. Tale relazione dovrà essere resa pubblica attraverso l’integrale pubblicazione sul sito dell’ente, inclusi allegati. Gli Energy Manager di enti pubblici che nei 12 mesi successivi alla pubblicazione della relazione non otterranno risultati di contrazione dei consumi di energia per l’ente per cui lavoranodecadranno automaticamente senza necessità di specifico provvedimento dell’ente a meno che non siano in grado di dimostrare un legame dell’insuccesso con fattori esterni da essi indipendenti (ampliamento attività ente, fattori climatici, ecc.).
Revisione della normativa edilizia regionale con un riesame dei criteri di concessione di bonus di cubature per nuove costruzioni conseguenti particolari efficienze energetiche; l’introduzione di obbligo di rinnovabili per nuove costruzioni e per le costruzioni oggetto di ristrutturazioni rilevanti[2]; introduzione dell’obbligo di schermatura di tutte le superfici vetrate esposte a sud, est ed ovest, introduzione di percentuale massima di superficie vetrata rispetto al totale della superficie con uguale esposizione per le porzioni di involucro edilizio esposte a sud. Forte limitazione della possibilità di realizzare lucernai sovrastanti zone climatizzate.
2 – Introduzione dell’obbligo, per tutti i distributori di energia elettrica e gas, di inserire nelle bollette, oltre al consumo medio annuo dell’utente, come già accade, la media di consumi degli utenti della stessa città per immobili con stessa destinazione d’uso. In tal modo si con-sentirà agli utenti di avere una percezione dei propri consumi medi annui non in assoluto, ma rispetto alla media cittadina, evidenziando, a chi risulterà particolarmente energivoro, la situa-zione critica. Tale obbligo potrà avere grandi risultati in particolare sul settore del consumo e-lettrico, nel quale in consumi degli utenti sono legati alle dimensioni dell’alloggio in modo modesto.
3 – Realizzazione di studi di fattibilità di impianti di teleriscaldamento da realizzarsi a servizio di città (quale può essere Termini Imerese) che si trovano in prossimità di centrali termoelettri-che che hanno esubero di calore quale scarto di produzione di energia elettrica.
4 – Predisposizione di un tavolo tecnico con l’Autorità Energia Elettrica e Gas che motivi le modalità di formazione del prezzo del gas metano in Italia al fine di chiarire i divari tra zone temperate quale mediamente è la Sicilia e le zone meno temperate del Paese. Tale tavolo tecnico trova giustificazione nel fatto che nelle grandi città siciliane il gas metano ha un sovracosto dell’ordine del 20% rispetto alle zone del nord Italia nonostante l’approvvigionamento in Sicilia avvenga direttamente dall’Algeria, si desidera valutare se tali differenze di prezzo abbiano ragione di esistere alla luce delle attuali norme sul federalismo che riducono di fatto il mutuo soccorso economico tra le regioni.
5- Introduzione di un regolamento regionale che preveda per ogni provincia la costituzione di alcuni gruppi di tecnici, da scegliere tra le numerose risorse umane già a disposizione della regione, che eseguano verifiche sulle caldaie esistenti negli immobili privati, segnalando le inadempienze per mancata manutenzione periodica obbligatoria ad un organo regionale preposto ad erogare sanzioni. In tal modo si ridurranno le emissioni dovute al malfunzionamento di impianti di riscaldamento, che si ricordano essere la principale fonte di inquinamento delle città. Il mancato adempimento a tale regolamento produrrà sanzioni in capo ai dipendenti pubblici che verranno individuati in tale proposta come responsabili, che dovessero risultare inadempienti.
6- Recepimento del D.lgs. 387/2003 (cosí come modificato dal D.lgs. 28/2011) nonché aggiorna-mento del PEARS alla luce degli obiettivi burden sharing e completa attuazione delle misure in esso contenute.
7- Nuove royalties e maggiore partecipazione. Individuare nuove royalties a favore delle comunità locali per i grossi impianti nonché meccanismi di trasparenza, informazione diretta e partecipazione attiva (attraverso public inquiry) delle comunità in materia, di nuovi impianti da realizzare nei territori ad essi limitrofi.
8- Chiusura dell’anello energetico. Massima priorità alla chiusura dell’anello ad altissima tensione (punto già previsto dal PEARS, nonché dal PO FERS 2007-2013) che consentirà di avere una rete elettrica più efficiente, in grado di sopportare la connessione di tutti gli impianti da fonti rinnovabili attualmente progettati e non allacciabili per i limiti della rete elettrica attuale per il trasporto dell’energia.
9- Incentivare la creazione di comitati-cooperative di quartiere che istallino in parte con fondi propri ed in parte con approvvigionamento di capitali sul mercato impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili che coprano una consistente quota di fabbisogno del quartiere, anche con riferimento all’illuminazione pubblica.
10- Creazione di tavoli tecnici per massimizzare lo sforzo regionale per la creazione in Sicilia di smartgrid, mediante convocazione degli operatori del settore, utilizzo degli immensi incentivi attualmente disponibili per l’implementazione di tali reti, capaci di gestire in modo intelligente i flussi di energia, ottimizzando il trasporto con una riduzione delle perdite di trasporto, mas-simizzando l’utilizzo e consumo immediato di energie da fonti rinnovabili con una riduzione dell’energia fornita dalle centrali a turbogas.

TURISMO
Il rilancio della Sicilia come nuovo polo di attrazione deve partire dal superamento della conce-zione statica del turista/visitatore per migrare verso quella di “viaggiatore”. Attualmente l’Isola vive prevalentemente di un turismo stagionale di tipo storico/museale e balneare, i cui picchi si registrano nel mese di aprile e nel periodo estivo.
Il primo passo per il rilancio del settore è, dunque, rileggere il turismo in chiave moderna e de-clinarlo alla luce delle rinnovate esigenze di coloro che vengono a visitare la nostra terra. Occorre acquisire e dare forma a quei principi che (già applicati in altri paesi dell’Europa) hanno rappresentato la chiave di volta per lo sviluppo del settore turistico. Tra questi, non possono trascurarsi il principio del turismo relazionale e del turismo sostenibile. La forza di entrambi sta nel coniugare l’economia del turismo con lo sviluppo e la promozione del territorio. Quest’ultimo inteso come il complesso degli elementi che attirano e (soprattutto) “trattengo-no” il viaggiatore: cultura, costume e natura. Tanto il turismo relazionale, quanto quello so-stenibile si fondano sul principio secondo cui il turista “moderno” manifesta interesse per la cultura e il paesaggio locale, nonché per gli usi e per i costumi.
Il turista è in cerca di un contatto con il territorio, ed in particolar modo con chi lo vive. Vuole relazionarsi con la popolazione. Vuole conoscerla e farne parte per tutto il periodo di perma-nenza. Alla base di questa nuova idea di turismo vi sono tre assiomi: 1) lo scambio relazionale, ovvero il rapporto diretto tra chi offre il servizio e chi ne gode; 2) la valorizzazione del patrimo-nio culturale, inteso nella sua accezione più ampia, 3) una efficiente gestione del “sistema ter-ritorio” ovvero una programmazione oculata della viabilità (carrabile, ciclabile e pedonale), dei trasporti pubblici e di ogni altro servizio di interesse generale che avvicini la città al cittadino.
Elemento chiave è dunque la trasversalità: il turismo non può essere rilanciato senza un’azione che muova sia da una ripresa del territorio che degli elementi legati alla tradizione.
1- Creazione di un programma pluriennale di azioni di valorizzazione delle peculiarità identitarie del territorio.
2- Creazione di una conferenza annuale degli enti comunali del comprensorio finalizzato alla verifica degli obbiettivi e dei risultati raggiunti in tema di promozione territoriale/locale con il coinvolgimento delle associazioni di categoria degli intessi diffusi nonché degli imprenditori locali impegnati nel campo del turismo.
3- Costituzione di assemblee cittadine tese alla sensibilizzazione ed informazione in merito alle azioni e alle buone pratiche finalizzate alla valorizzazione/promozione del territorio.
4- Incentivare i Comuni ad elaborare piani di attività culturali e di intrattenimento che vadano dalle mostre d’arte, a mostre che sfruttino una sola importante opera in esposizioni temporanee monotematiche facili da pubblicizzare a feste religiose e sagre improntate alle tipicità dei prodotti locali e culinari, festival incentrati su elementi folcloristici locali, agli spettacoli , festival teatrali coordinate su ampia scala in modo da offrire un cartellone regionale che copra tut-to l’anno il territorio.
5- Declinare il turismo alla luce della protezione ambientale: il turismo deve coniugarsi con il rispetto del territorio pertanto occorre, da un lato ripristinare le aree degradate al fine di restituirle allo stato originario e dall’altro accompagnare e monitorare tutte le realtà che operano nel settore verso obiettivi virtuosi e di sostenibilità.
Pertanto occorre: 1) avviare le procedure di demolizione delle opere abusive (ai sensi della L. 431/1985 e del D.lgs. 42/2004) che infesta-no i litorali e le zone di pregio dell’isola (cabine Mondello, hotel alla Scala dei Turchi, ecc.); 2)formare ed incentivare le aziende al fine di incanalarle verso le più avanzate tendenze ecoso-stenibili (Ecolabel, Emas, Green Key, ISO 14001); 3) incrementare le aree di raccolta dei rifiuti nelle zone di maggiore flusso turistico (attrezzare le spiagge con un maggior numero di cestini per i rifiuti, ecc.).
6- Aumentare l’accessibilità viaria attraverso: 1) migliori reti stradali e nuova cartellonistica;
2) migliori servizi e strutture ferroviarie regionali; 3) creazione di servizi navetta comunali a basso costo attivi nelle zone di villeggiatura.
7- Turismo naturale e sportivo: il successo riscosso dalle diverse forme di turismo legate alla frui-zione della natura è segno del mutamento dei paradigmi culturali della società moderna sem-pre più aperta ai temi della compatibilità ambientale e della sostenibilità dello sviluppo. Su questa linea occorre ultimare il progetto delle “ferrovie dimenticate” completando gli itinerari delle vecchie tratte ferroviarie le quali devono cedere il passo a percorsi per passeggiate a ca-vallo, mountain bike e trekking.
8- Accesso ai diversabili: formare le aziende al fine di sensibilizzarle sul tema dell’accessibilità delle strutture ricettive per i diversabili.
9- Migliorare il marketing pubblicitario servendosi soprattutto della rete: la ricerca Mediascope Europe di EIAA chiarisce che i turisti (allo stesso modo di molte altre categorie di consumatori) utilizzano internet quale principale bacino di informazioni. E’ quindi, prioritario rivitalizzare questo settore servendosi delle nuove tecnologie.
10- Sbloccare i concorsi di abilitazione per guida turistica.
11- Creare un programma scolastico che preveda nel territorio siciliano delle gite per ogni classe delle scuole elementari (all’interno della provincia di appartenenza) e medie (nelle altre provincie).
12- Abolire la tassa di soggiorno per i turisti siciliani.
13- Creare una diversificazione delle tariffe museali e dei servizi in base al tipo di turista (maggior costo per turisti stranieri, minore per gli italiani, minimo/gratuito per i siciliani).
14- Maggiore attenzione circa l’attuazione della legge Piano di sviluppo della nautica da diporto della Regione Siciliana del 2001.
15- Creazione della Fidelity Card per i diportisti, con sconti per voli aerei da e per le città siciliane e servizio navetta gratuito, previa richiesta.
16- Itinerari per il turismo crocieristico: alla luce del fluente flusso turistico crocieristico che insiste nelle città di Palermo e di Messina, creare un itinerario turistico delimitato da una red line a bordo marciapiede (da pubblicizzare sulle imbarcazioni), che percorra i punti salienti principali della città e che conduca i turisti lungo un tragitto storico culturale ed enogastronomico ben individuato ed arricchito eventualmente da iniziative ed eventi in sinergia tra loro, da godere e visitare coordinando anche gli orari di arrivo e partenza.

AGRICOLTURA
1- Blocco delle imposte e contributi e sospensione immediata delle cartelle esattoriali con successivo pagamento rateale senza interessi e lotta all’abusivismo nel settore produttivo-commerciale.
2- Minore pressione burocratica delle attività agricole e riduzione degli oneri fiscali e amministrativi.
3- Passaggio graduale all’agricoltura biologica, sinergica o in permacultura, disincentivando l’utilizzo di prodotti chimici e incentivando le produzioni che non ne fanno uso. Recupero delle varietà locali e incentivi per gli operatori che le adottano.
4- Incentivazione dell’allevamento basato su razze locali e sul rispetto degli animali.
5- Creazione di una rete di produttori, secondo forme associative e cooperative, che permettano di raggiungere una massa critica necessaria per competere in modo efficace sia nel mercato interno contro i distributori di prodotti non locali sia, se la produzione lo consente, in quello estero, puntando sulla qualità del prodotto; promozione della filiera corta e dell’acquisto a chilometro zero: dal produttore locale all’acquirente locale, in modo da ridurre i passaggi e i costi di trasporto così da mantenere basso il prezzo finale.
6- Soddisfare la domanda locale con le produzioni locali e destinare le eccedenze e le eccellenze al mercato estero supportando le aziende che esportano o che decidono di specializzarsi in tali mercati. Recupero delle colture dimenticate per la conquista dei mercati esteri.
7- Attivazione delle zone franche rurali e montane anche tenendo conto del modello francese delle Zones de Revitalisation Rurale. Rimboschimento delle montagne ove necessario e utilizzo delle stesse per finalità turistiche e ricreative, nel rispetto della natura.
8- Distruzione per incenerimento dei residui vegetali dovuti ad interventi colturali, interventi fitosanitari, di potatura, ripulitura o da altri interventi agricoli e forestali consentito esclusivamente nell’ambito dei terreni coltivati. E’ fatto obbligo che il materiale triturato e le ceneri siano reimpiegate nel ciclo colturale come sostanze concimanti o ammendanti tramite distribuzione e che devono essere, inoltre, rispettate le norme antincendi boschivi indicando le prescrizioni e le relative sanzioni in caso di inosservanza.
9- Costituzione di regolamenti del verde tesi a ricostituire un buon apporto di biodiversità e opportuni ripari per specie avicole e per fauna locale sui bordi dei campi a coltivazione intensiva.
10- Creare realtà imprenditoriali locali di lavorazione del sughero a ciclo sostenibile, cioè senza scarti ed incentivare campagne per il riciclo dei tappi da sughero, i quali verranno reimpiegati nell’industria dei coibentati: il risultato della triturazione del sughero, con l’aggiunta di colle naturali è la base per creare panelli per isolamenti termo-acustici.
11- Ripristino dei finanziamenti agricoli a tassi agevolati attualmente inesistenti.
12- Investire fortemente in una strategia di comunicazione utilizzando tutti i canali disponibili, per informare i cittadini e aiutarli a cambiare le loro abitudini d’acquisto dei prodotti agroali-mentari verso un modello più salutare ed economicamente valido unitamente ad un sistema di tracciabilità sicuro e certificato dall’amministrazione pubblica (per non gravare sul produttore) controllato dalle forze dell’ordine anche sotto il profilo della qualità fitosanitaria.
13- Creazione di un marchio DOC per i prodotti agricoli del territorio siciliano e sensibilizzazione del consumatore finale in tal senso con campagne di promozione a livello Nazionale ed Europeo utilizzando i fondi comunitari relativi.
14- Eliminazione dei premi per chi abbandona i terreni coltivati (es. ritiro dei seminativi per 20 anni, trasformazione di seminativi in pascoli permanenti) e incentivazione, invece, delle realtà contadine che mantengono in stato efficiente l’azienda e il territorio. Incentivi orientati alla produzione e alla tutela e conservazione del territorio tradizionale (agrumeti – vigneti- semina-tivi- ecc.).
15- Uso efficace, efficiente e non clientelare, dei fondi dei Programmi Operativi Regionali e di quelli relativi al Piano di Sviluppo Rurale, uso che deve dipendere dalle necessità degli operatori del settore e delle strategie di crescita di lungo termine dell’economia siciliane tali da realizzare l’indipendenza produttiva alimentare, l’autonomia del comparto dalla congiuntura dei mercati non locali e un reddito di lungo termine per tutti gli operatori.
16- Le associazioni Regionali dei Produttori Agricoli e Florovivaistici devono partecipare ai tavoli di programmazione presso l’Assessorato delle Risorse Agricole e su ogni disegno di legge regionale concernente il settore dell’agricoltura dovrà essere acquisito il parere di tali organizzazioni. Il parere pur non vincolante dovrà essere acquisito e diventerà parte integrante dei lavori.
17- Incentivare la nascita di mercatini agricoli a chilometro zero in ogni comune per garantire qualità e salubrità dei prodotti e risparmio delle famiglie. Per la tutela dei prodotti oltre al rispetto dei disciplinari previsti è fondamentale che vi sia una normativa che impedisca la realizzazione di impianti inquinanti e insalubri, inceneritori, centrali termoelettriche) e la chiusura graduale di quelle esistenti, nelle zone di produzione dei prodotti tipici.
18- Ristrutturazione degli organismi di controllo delle derrate alimentari al loro ingresso nel territorio siciliano ed attivare la tracciabilità e rintracciabilità di tutti i prodotti e dei loro derivati.
19- Incentivare la nascita di mense pubbliche e private con prodotti ecocompatibili e a chilometro zero, soprattutto per gli asili, le scuole, gli ospedali, enti pubblici e aziende. Promozione del consumo di prodotti siciliani nelle famiglie e nelle istituzioni (per es. mense scolastiche, ospedali, eccetera).
20- Avviare progetti, con la collaborazione di Regione e Comuni, per realizzare orti urbani in pieno campo o in serra, nelle scuole primarie e secondarie e nel territorio comunale e per la frui-zione della popolazione più anziane e dei disabili.
21- Riforma dell’Assessorato alle risorse agricole ed alimentari – sburocratizzazione e meritocrazia – carichi di lavoro ed incentivi al raggiungimento di obiettivi predefiniti – Formazione continua dei dirigenti e funzionari.
22- Presenza presso ASP provinciali di un tecnico diplomato o laureato in scienze agrarie o equi-valenti al fine di garantire la giusta professionalità sul controllo e ispezione per le attività di produzione primaria alimentare.
23- Prevedere da parte di ciascun Comune la presenza nella pianta organica della figura di un tecnico agrario (diplomato o laureato) e un numero congruo di operatori del verde per garantire la gestione ottimale delle zone a verde e dell’arredo urbano.
24- Obbligo di inserimento nei Piani Regolatori Generali di zone a verde urbano e benessere della collettività nei riguardi dei rumori e inquinamento da traffico per mezzo della realizzazione di barriere verdi anti rumore con assorbimento di smog.
25- Detassare tutti gli immobili strumentali all’attività agricola (magazzini, case di abitazione di residenza principale del coltivatore diretto e/o IAP).
26- Cambiare la legge del 1929 sulla trasformazione del latte d’asina (attualmente il produttore può vendere solo al minuto e non all’ingrosso).
27- Costituzione di Unità Operative specializzate nel settore florovivaistico utilizzando professionalità esistenti e immobili esistenti (presso SOAT o Condotte Agrarie) e quindi senza aggravio di costo per l’Amministrazione Regionale (attualmente tali professionalità formate in campo si stanno perdendo per l’utilizzo in altri settori non agricoli e mortificando il relativo personale).
28- Attivare dei progetti di specializzazione pratica di coltivazione florovivaistica, rivolte alle Scuole Agrarie e Universitarie da espletare presso le aziende del territorio. Tale formazione darà acquisizione di crediti per gli studenti che parteciperanno oltre ad interventi formativi presso scuole elementari con alcune ore di lezione settimanale che trattino cultura florovivai-stica e risanamento ambientale. I corsi saranno tenuti da insegnanti delle stesse scuole all’uopo formati sulle materie florovivaistiche con esami finali.
29- Elaborare dei Piani sul trasporto per diminuire le distanze che separano le produzioni siciliane dai mercati del centro Europa o comunque del consumatore finale. Utilizzare tutte le risorse per lo stato di Insularità.
30- Riforma e riorganizzazione dei Consorzi di Bonifica e adeguamento del costo dell’acqua all’andamento del mercato utilizzando le economie risultanti da un ottimizzazione della rete, la riduzione della spesa corrente, l’adeguamento di incarichi e relative indennità.
31- Istituire un centro di ricerche interuniversitario per lo studio di nuove varietà vegetali. Utilizzando professionalità esistenti e/o a tal uopo formate e avvalendosi delle tecnologie presenti nelle Scuole Agrarie o nell’Università, il centro si occuperà di ricercare novità varietali per terri-torio di interesse e per zone vocate: agrumi, vigneti, floricoltura, seminativi e di individuare le colture più adatte o più remunerative

TECNOLOGIE
L’innovazione digitale ha colpito anche la PA la quale ha riconosciuto i vantaggi ad essa connessa. Dall’elaborazione dei testi, ai fogli di calcolo al web, ogni singolo compito viene svolto mediante programmi informatici. La corsa all’armamento informatico viene fatta spesso in modo sconsiderato e in balia delle grandi major e dei relativi oligopoli. Vengono di continuo acquistati – con denaro pubblico – sistemi operativi e applicativi a scatola chiusa, spesso del tutto sovradimensionati per gli utilizzi reali. Si realizzano, in questo modo, rapporti di dipendenza verso oligopoli che, difficilmente, si potranno rompere in futuro senza perdere tutto o anche parte dei benefici ottenuti.
L’espressione “software libero” si riferisce alla libertà dell’utente di eseguire, copiare, distribuire, studiare, cambiare e migliorare il software grazie alla possibilità di conoscere il codice sor-gente . Affinché un software possa definirsi davvero “libero” è necessario che sia in grado di garantire quattro libertà fondamentali: 1) libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo; 2) libertà di studiare e modificare il programma in base alle esigenze; 3) libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo; 4) libertà di migliorare il programma e distribuirne pub-blicamente i miglioramenti.
Utilizzando un sistema basato su applicativi liberi si riesce ad abbattere notevolmente la spesa legata all’approvvigionamento informatico nelle Pubbliche Amministrazioni. In questo scenario non solo aumenta la competitività, ma si creano i presupposti per la nascita di attività locali nel settore software, che fino a qualche anno fa erano solo appannaggio delle grandi multinazionali del software proprietario.
Il software libero grazie alle sue licenze e alla possibilità di combinarsi può interagire con altro software libero, permettendo così di allestire agevolmente intere infrastrutture informatiche abbattendo drasticamente i costi delle Pubbliche Amministrazioni.
I grandi marchi dell’informatica tendono a sviluppare software che producono dati secondo formati chiusi difficilmente leggibili da altre applicazioni, ciò espone gli stessi all’obsolescenza informatica. La condivisione delle informazioni riveste un ruolo principale nelle moderne Pub-bliche Amministrazioni, ma per parlare di ciò bisogna prima parlare di standard. Grazie agli standard gli utenti di sistemi e piattaforme possono condividere il proprio lavoro, avendo la garanzia che sarà sempre così.
Altro aspetto centrale è l’obsolescenza dell’hardware. Si dismettono computer perfettamente funzionanti solo perché l’ultimo programma di turno sfoggia una grafica da videogame, ag-giungendo funzioni tanto inutili quanto onerose in termini di calcolo. I nostri elaboratori, nel più dei casi, calcolano le stesse cose che calcolava 10 anni fa, ma le attuali interfacce grafiche dimezzano le prestazioni del nostro hardware. Anche qui il software libero può offrire un van-taggio grazie alla propensione alla scalabilità dei sistemi operativi e degli applicativi.
1- Promozione e divulgazione concetti base del software libero.
2- Costituzione di un Osservatorio Informatico per il software libero, ovvero un portale internet che sia di supporto alle Pubbliche Amministrazioni e ai privati nella scelta del loro software libero.
3- Definizione di centri di recupero e ripristino vecchio hardware per il successivo ricondizionamento. Questi centri dovranno poter servire più di una Pubblica Amministrazione.
4- Implementazione della dottrina open government e open data: la Pubblica Amministrazione deve agire con la massima trasparenza. Chiunque dovrà essere in grado di capire che fine fanno i fondi pubblici e a cosa sono destinati. Quindi si propone la creazione di un protocollo standard per rendere subito e universalmente fruibili questi dati.
5- Censimento di tutti gli applicativi e sistemi operativi proprietari utilizzati dalla Regione.
6- Creare i presupposti, nei casi in cui possibile, per il telelavoro. Per telelavoro si intende la possibilità di lavorare dalla propria abitazione, costantemente in contatto con l’ ufficio d’appar-tenenza. I vantaggi sono immediatamente intuibili: risparmio per la Regione, risparmio e più tempo per il lavoratore, meno inquinamento dovuto ai trasporti.
7- Eliminazione del digital divide: nei limiti e nel rispetto delle precauzioni in materia di effetti delle onde elettromagnetiche sull’uomo così come risultanti dalle ultime ricerche scientifiche, garantire il diritto di accesso alla rete per tutti i cittadini, attraverso infrastrutture localizzate in diversi punti delle città.
8- Trasparenza dell’Assemblea Regionale Siciliana in rete. Ristrutturare il sito ARS alla luce dell’esigenza di un maggiore controllo dei cittadini: 1) sull’operato dei deputati; 2) nonché sul bilancio regionale, in modo da rendere partecipi gli utenti della contabilità pubblica attraverso un sistema completo di monitoraggio dello stato dei conti.
9- Implementazione di canali informativi all’interno dei siti istituzionali, con particolare attenzione alla diffusione di tutti i bandi regionali, spesso poco visibili in rete.

TRASPORTI
La Sicilia, nonostante il diverso sentire comune, ha un’ottima rete di trasporti, costituita da ben tre aeroporti internazionali, una rete autostradale estremamente estesa in relazione alla popolazione, un diffuso trasporto su gomma ed una capillare rete ferroviaria che però ha un utilizzo limitato agli assi principali. Il problema di tale sistema è che non è un sistema: non si è mai provveduto, se non in minima parte, a creare una interconnessione tra le varie possibilità di trasporto per ridurre duplicazioni di tratte ed orari.
1- Predisposizione di un piano regionale dei trasporti che avvii innanzitutto un coordinamento tra sistemi di trasporto, integrando orari e luoghi di interscambio, al fine di ottimizzare la semplicità di spostamento di siciliani e turisti all’interno dell’isola. Questo piano strategico dei trasporti però dovrà accogliere le esigenze di chi più di frequente è costretto a spostarsi, paraliz-zando spesso i principali assi viari regionali. La finalità ultima sarà quella di ridurre la necessità di utilizzo dell’automobile,
2- Creazione di un grande portale web regionale trasporti dal quale chiunque potrà scoprire i mezzi disponibili per andare da un punto all’altro di una città o da una città all’altra della Sicilia, onerando gli operatori di servizi pubblici e privati di trasporti comunali, provinciali e regionali (prevedendo sanzioni economiche in caso di mancato ottemperamento) di comunicare tratte, percorsi ed orari, nonchè variazioni successive delle stesse.
3- Istituzione di nuove autolinee e collegamenti: considerato il blocco delle istituzioni di nuovi collegamenti (fermi al 1997), e che da allora sono nate nuove esigenze legate alla pubblica utilità, sia in termini di spostamenti legati alla pendolarità giornaliera (professionale, studentesca e/o di accesso a strutture sanitarie ecc), e sia in termini turistici; avviare una immediata riapertura dei termini di presentazione delle istanze tendenti alla istituzione di nuove autolinee e collegamenti da assegnarsi senza copertura di costi pubblici e con il criterio della tariffa piu’ conveniente al cittadino.
4- Istituzione di una commissione con lo scopo di avviare delle iniziative legali, azioni di responsabilità , nei confronti di tutti gli amministratori e dirigenti delle società pubbliche, in carica negli ultimi 10 anni, al fine di addebitare le eventuali responsabilità riconducibili a mala gestio, e causa delle perdite di bilancio e patrimonialita’.
5- Azzeramento di tutti i Consigli di amministrazione riconducibili a societa’ di proprieta’ regionale, con momentanea nomina di Amministratori unici da reclutarsi con evidenza meritocratica, e con il supporto delle organizzazioni sindacali aziendali, anche tra le professionalita’ presenti negli organici aziendali.
6- Avvio di tutte le iniziative burocratico/legislative atte ad avviare le procedure di gara, ad evidenza europea, al fine di concedere a societa’ e/o consorzi fra esse , la gestione con l’istituto dell’AFFITTO DI AZIENDA, delle imprese di proprieta’ regionale , garantendo alle stesse analoghi corrispettivi standard assicurati all’impresa privata.
7- Le iniziative dei punti 5) e 6), imprescindibili per le imprese di proprieta’ regionale, servano da indirizzo per le imprese pubbliche di proprieta’ comunale.
8- L’applicazione di tutte le clausole contenute nei contratti di servizio che oggi regolano il rapporto tra Regione e aziende di trasporto in termini di: 1) qualità del servizio; 2) Carta dei diritti del passeggero; 3) forma e modalità di reclamo eccetera.
9- Sostituzione graduale degli autobus in servizio nelle città metropolitane, cambiando il tipo di alimentazione dal tradizionale diesel a quello elettrico, prevedendo nel contempo nei principali siti di sosta punti di accesso/ricarica, alimentati da fonti rinnovabili, da usufruirsi anche per la mobilità privata (noleggio autovetture elettriche e bicicletta a pedalata assistita).
10- Revisione del contratto di servizio stipulato con Trenitalia in materia di trasporto pubblico locale, dando voce ai numerosi comitati pendolari spontanei nati per contestare il comportamento monopolista, causa di disservizi, ritardi e soppressioni.
11- Studio sulla situazione dell’aeroporto di Comiso ed eventuale apertura, incentivando in loco l’operatività’ delle compagnie aeree low-cost, per quanto attiene il trasporto passeggeri, ricercando e preferendo le compagnie che possano offrire il trasporto merci deteriorabili (vani a temperatura controllata), in modo da offrire un volano di sviluppo a tutte le imprese agricole presenti nel territorio ragusano e/o limitrofo, che avrebbero la possibilità di avvicinare i propri prodotti a tutti i mercati nazionali ed europei.
12- Revisione i contratti di servizio stipulati con le compagnie aeree e di navigazione per la copertura delle tratte di collegamento con le isole minori, evitando sperperi di risorse, e garan-tendo nel contempo il diritto alla mobilità sia dei residenti che il trasporto turistico e merci.
13- Trasporto gratuito delle biciclette sui treni regionali.
14- Aree per il noleggio di biciclette tradizionali ed elettriche: accanto alla rete di trasporto pubblico, creare – soprattutto nei centri urbani delle città metropolitane e possibilmente in prossimità dei parcheggi – aree per il noleggio di biciclette tradizionali e a pedalata assistita ricari-cabili attraverso impianti alimentati da fonti rinnovabili istallati nelle pertinenze.

ECONOMIA
Occorre mirare ad una politica di piena occupazione. In economia non è impossibile raggiungere alti livelli di occupazione, considerando che è certamente una delle finalità di ogni comu-nità nel rispetto dell’essere umano. Politica di piena occupazione non vuole dire occupare tutti nel settore pubblico bensì che la Regione incentivi l’occupazione nelle sue varie forme.
1- Riduzione dei costi della macchina amministrativa: le risorse sprecate dall’inefficiente macchina regionale devono essere usate per rilanciare l’economia siciliana.
2- Adeguamento dell’organico: l’organico deve essere rapportato alle reali necessità. È indispensabile instaurare un sistema premiante a tutti i livelli basato sul merito, secondo il quale diri-genti e funzionari di maggiore livello che si dimostrano incapaci di realizzare i programmi poli-tici siano rimossi per essere sostituiti da soggetti capaci.
3- Finalità del lavoro pubblico: il lavoro pubblico deve essere finalizzato alla risoluzione dei problemi collettivi ed essere retto dai principi di efficacia ed efficienza.
4- Partecipazione: tutte le decisioni devono essere prese seguendo criteri di partecipazione diretta della cittadinanza interessata, a partire dalla pianificazione strategica pluriennale relativa ai piani di lungo termine per un periodo che va oltre la durata del governo regionale, fino alla programmazione strategica che invece riguarda le modalità di attuazione di tali piani da parte del governo regionale.
5- Riforma delle società controllate e partecipate dalla Regione: è fondamentale il principio di responsabilità, a livello politico e manageriale, dei risultati delle aziende pubbliche che erogano servizi pubblici, in termini di efficacia, efficienza, qualità dei servizi determinati tramite indici riconosciuti a livello internazionale, processi di feedback attivo, chiarezza e correttezza dei bilanci. Non si devono più effettuare assunzioni politiche bensì solo per necessità di organico in relazione ai servizi dei quali i cittadini hanno bisogno.
6- Semplificazione burocratica: nel rispetto del bene collettivo, la pubblica amministrazione deve facilitare, non ostacolare o penalizzare, l’attività privata.
7- Utilizzo efficiente dei fondi nazionali e comunitari: costituire una task-force attraverso il reclutamento dei funzionari maggiormente preparati e formati nel campo dei finanziamenti comunitari, che renda conto direttamente all’Assemblea Regionale e non alla Giunta. La task-force, integrata da incaricati delle rappresentanze tecniche di categoria nonché dalle associazioni rappresentative degli interessi diffusi (con funzioni propositive e senza potere di veto), pubblicherà periodicamente il risultato della propria attività in rete in un’area del sito istituzio-nale della Regione. Dettagliando sui rapporti con i singoli assessorati e indicando i nomi dei funzionari responsabili. La task-force sarà l’interlocutrice unica degli imprenditori interessati ai progetti da sottoporre a finanziamento comunitario.
8- Sviluppo economico locale: tramite la realizzazione dei punti precedenti e tramite la concessione di prestiti di microcredito a tasso agevolato per lo sviluppo dell’imprenditoria privata.
9- Incentivare l’economia reale per aumentare l’occupazione nel settore dell’artigianato: settore da rilanciare per mantenere e creare posti di lavoro con produzione rivolta sia per il mercato interno siciliano che per quello nazionale ed estero grazie allo sviluppo dell’e-commerce secondo i sistemi e le metodologie più moderne e la creazione di una rete di artigiani grazie ad un apposito ente di sviluppo dell’artigianato.
10- Supporto alle piccole e medie imprese: incentivi per le imprese locali che assumono nuovi dipendenti a tempo indeterminato e per attirare PMI estere (che devono investire una buona parte degli utili nel territorio) anche grazie alle ZFU (zone franche urbane) esistenti in Sicilia. Ridurre il carico fiscale rideterminandolo anche in funzione dei livelli di occupazione. Facilitare l’accesso al credito.
11- Riconvertire la domanda e l’offerta in modo da creare lavoro: la domanda interna deve essere soprattutto soddisfatta dalla produzione interna. Quella non soddisfatta dalla produzione interna deve essere coperta con beni italiani e, se esteri, con beni appartenenti per quanto possibile ai prodotti del mercato equo e solidale, con qualità controllata da enti non-profit, non-governativi internazionali a partecipazione italiana.
12- Attrarre gli investimenti esteri che portano ricchezza reale: le aziende estere che investono in modo reale e duraturo una quota significativa degli utili sul territorio devono godere di mecca-nismi di incentivo quali riduzioni del carico fiscale.
13- Realizzare alternative alla grande distribuzione organizzata: creare una filiera siciliana della qualità (anche attraverso l’impiego di un marchio di qualità siciliano che sia riconosciuto in tut-to il mondo) che consideri la produzione e la distribuzione basati sul biologico controllato e sull’acquisto razionale.
14- Sviluppare gli strumenti della cooperazione locale in tutte le fasi: produzione, acquisto, gestione dei rifiuti. L’associazionismo, il cooperativismo, il confederalismo e il federalismo, non sono strumenti per creare profitto privato bensì per creare svliluppo locale. Esempi positivi da sviluppare sono i mercati del contadino (o mercati del produttore), i GAS (gruppi di acquisto solidale), i GAC (gruppi di acquisto collettivo) e in generale qualunque forma di acquisto di gruppo che permetta di ridurre la distanza fra produttore e consumatore; allo stesso modo è necessario sviluppare cultura e strumenti cooperativi fra i produttori.
15- Usare indicatori alternativi al PIL: esempi sono l’HPI (happy planet index), il PIL Verde e il FIL, (felicità interna lorda). Il PIL, giusto per fare un esempio, prevede un aumento di ricchezza an-che con la produzione e vendita di armi, la produzione e vendita di medicine, rimanere bloccati nel traffico (si consuma più benzina) altri indicatori no. Questo passaggio è tra l’altro in linea con quanto sta facendo l’ISTAT col progetto BES (benessere equo sostenibile).
16- Favorire il rientro dei cervelli: i cervelli esportati rappresentano una delle voci più apprezzate del made in Sicily: come invertire il trend? La Regione Siciliana potrebbe vendere la partecipazione che detiene in Unicredit e destinare queste risorse ad attività di ricerca pura ed applicata con sede in Sicilia. Il capitale verrebbe affidato ad un trust che avrebbe il compito di individuare un comitato scientifico di livello internazionale che indichi alcuni settori in cui indirizzare attività di ricerca, approntare le strutture e mettere a contratto a tempo determinato ricercatori siciliani/italiani selezionati solo in base a criteri meritocratici, i quali avrebbero un medio periodo per pubblicare articoli scientifici di livello oppure per proporre brevetti.


 
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